Cos'è
Il regalo del Mandrogno: dietro l’ordito del romanzo fa capolino la Storia. Incontri sul tema: “Il regalo del Mandrogno, uno tra i migliori romanzi storici del novecento”. Sabato 19 settembre 16.30 presso la Sala consiliare del Comune di Serravalle Scrivia.
Sabato 19 settembre, alle 16.30, nella Sala Consiliare del Comune di Serravalle Scrivia, in via Berthoud 49, si terrà l’incontro “Dietro il Regalo del Mandrogno”, letture, immagini e commenti a cura di Roberto Almagioni. L’evento avverrà nel contesto della Festa patronale da Cuntrò 'd sua e sarà il primo di una serie di 5 incontri dedicati al celebre “romanzo storico di casa nostra” in cui le vicende di una prestigiosa famiglia legata al nostro territorio si intrecciano con i grandi avvenimenti storici dell’Ottocento e del primo Novecento. La rassegna proseguirà in Biblioteca con altri quattro appuntamenti che si terranno alle 17.00 del: venerdì 24 settembre, venerdì 2 ottobre, venerdì 8 ottobre, venerdì 6 novembre.
Se accogliamo la definizione di romanzo storico come “un'opera letteraria che ambienta una trama di finzione in un'epoca passata, intrecciando eventi e personaggi inventati con fatti realmente accaduti, ricostruendo fedelmente usi, costumi e atmosfere del periodo per far rivivere al lettore un'epoca lontana, unendo così storia e invenzione, spesso con uno scopo di riflessione sul presente” e pensiamo a quali opere italiane del novecento rispondano a questa definizione, siamo immediatamente portati a richiamare alla mente almeno a tre titoli: Il Gattopardo (G. Tomasi di Lampedusa), Il nome della rosa (U. Eco), La storia (Elsa Morante). Ma poi… più niente! Il romanzo di Pierluigi ed Ettore Erizzo si colloca a buon diritto in questo genere letterario e, dal punto di vista dello stile e del fascino del racconto che vi è contenuto, i molti entusiasti lettori possono garantire che è anche all’altezza dei tre più fortunati (dal punto di vista editoriale) e famosi che abbiamo citato. Anche il più avveduto lettore, conquistato dal fascino della vicenda che gli viene narrata, difficilmente si sofferma sull’intreccio della vicenda familiare che vi si narra con gli eventi “storici” che le fanno da sfondo. Eppure, la narrazione di Isidoro Chénousset della battaglia di Marengo caratterizza la prima parte del romanzo, con una tesi (la vittoria frutto di un errore di un ufficiale pasticcione), molto suggestiva. Napoleone Montecucco uno dei “capelli rossi” del romanzo, prende parte e descrive gli eventi dei moti del 1821 ad Alessandria, tra le prime avvisaglie del Risorgimento italiano. Lo stesso Napoleone Montecucco, ordinato sacerdote, tiene alla fine della Quaresima del 1844 nel Duomo di San Lorenzo una predica sul “Progresso” che è il manifesto delle aspirazioni risorgimentali. La descrizione dell’epidemia di colera del 1865 a Genova, dove muore il Canonico Cambiaso, assistito dal Canonico Napoleone Montecucco, è fosca ed emozionante come una stampa di Piranesi. E ancora gli Intermezzi che sono espediente per segnare una pausa temporale tre le vicende narrate, ma sono anche l’occasione per riflessioni proprio sulla Storia: ad esempio il terzo intermezzo, che si conclude con una lunga analisi dell’Ottocento – Il secolo breve. Infine, nel romanzo di Paoletta – parte conclusiva del romanzo – non manca all’appuntamento con la Storia la vicenda dell’Onorevole Agostino Baventore: protagonista all’epoca dell’Unità d’Italia, dello spostamento della capitale da Torino prima a Firenze e poi a Roma, dello scandalo della Banca Romana, della finanza allegra e del trattato di Uscialli. E questo per citare solo i macroscopici intrecci, esplicitati e narrati come sfondo della vicenda familiare che non potrebbe essere autonoma perché da essi è influenzata. Così il ciclo di incontri vuole mettere in rilievo proprio questi momenti di intreccio tra le vicende di una famiglia radicata nel nostro territorio con le vicende della nostra Patria, tra il 1800 e il 1930. Gli incontri sono incentrati ciascuno su una presentazione con lettura (registrata) dei testi, immagini correlate e commento a voce del relatore e hanno una durata di un’ora circa. Fa eccezione il primo incontro che, non dando per scontato che l’uditorio conosca il romanzo, introduce sommariamente i suoi personaggi e la sua trama, ed è un omaggio degli autori (i fratelli Erizzo) al loro paese d’elezione, Serravalle Scrivia, sia pur trasfigurato letterariamente, ma certamente riconoscibile.
Roberto Almagioni, architetto libero professionista, si è laureato presso il Politecnico di Milano. È sposato e ha due figli. Ha insegnato urbanistica alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. È consulente di primari studi legali nel settore del diritto amministrativo. Per otto anni vicepresidente dell’ISU dell'Università Commerciale Luigi Bocconi. Tra il 2007 e 2012 è stato Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Serravalle Scrivia. Ha pubblicato nel 2012 (Edizioni Joker) il romanzo “La pazienza di Claudio” e nel 2023 il romanzo “Il tesoro del Mandrogno” (Ed. Araba Fenice). Attualmente si dedica al restauro dei libri.